FAQ
SUPPORTO
Con l’adozione di questo device è possibile offrire una tanto più sicura, quanto nuova, strada da percorrere per i pazienti. Grazie all’utilizzo del CVC Katsafe®, si verificherà, inevitabilmente, una drastica riduzione dei fenomeni di proliferazione batterica ed infezioni, associata ad una altrettanto drastica riduzione della necessità di interventi chirurgici per sostituzione.
Ovviamente, questa drastica inversione di trend determinerà un significativo impatto, in termini economici, sui costi delle aziende ospedaliere e di tutto il sistema sanitario nazionale: è abbastanza evidente, infatti, come la riduzione delle infezioni, nonché degli interventi chirurgici e non, ad esse correlate, si possa tradurre in un enorme vantaggio economico visto che, ad oggi, la moltitudine di casi di degenza ospedaliera per tali ragioni rappresenta una spesa quantificabile in oltre 30.000€ annui per paziente. Pur essendo chiari i vantaggi economici dell’adozione del device Katsafe per il SSN, è necessario, però, tenere conto di una struttura organizzativa, quella delle aziende ospedaliere, che in merito ai finanziamenti per le prestazioni offerte crea un vero e proprio paradosso.
Com’è noto, infatti, un maggior numero di operazioni sostenute da un’azienda ospedaliera comporta più ricchi finanziamenti per la stessa: e qui il sopracitato paradosso. Pur essendo di notevole convenienza una drastica riduzione del numero di interventi chirurgici, sia per il paziente stesso che per il SSN, potrebbe essere possibile che una Azienda Ospedaliera possa non trovare economicamente vantaggioso il passaggio ad una tipologia di device in grado di garantire un minor rapporto di operazioni/finanziamenti.
È comunque fuori dubbio come l’adozione di questo device tracci una nuova e più sicura strada da percorrere per il benessere dei pazienti.
Grazie, infatti, all’utilizzo del CVC Katsafe®, essi avranno la possibilità di vedere invertito questo trend oltremodo negativo, con indiscutibili vantaggi finali.
In un periodo delicato, come può essere quello in cui il paziente deve ricorrere ad un processo di emodialisi, è giusto valutare attentamente ogni scelta ed utilizzare i migliori strumenti.
Per il paziente è necessario in primo luogo, poter contare su un device che sia performante e che offra la miglior soluzione ai propri problemi. In seconda battuta, è cruciale valutare attentamente il rischio di infezioni e di proliferazione batterica durante l’installazione del device e lungo tutto il ciclo di utilizzo di quest’ultimo.
Lungo il processo di cure, è giusto poter offrire alle persone la maggiore sicurezza che si possa offrire, con i migliori strumenti e materiali oltre che tutte le prevenzioni del caso. Per poter ridurre il rischio di infezioni non basta però un device all’avanguardia, con le migliori tecnologie e materiali. Com’è noto, anche durante le diverse sedute operatorie di sostituzione dei device vascolari le CRBSI sono una piaga difficile da debellare ed è per questo che risulta auspicabile una riduzione delle operazioni chirurgiche con conseguente riduzione dei fenomeni di infezione.
Le peculiarità di Katsafe in termini di sicurezza, intesa come facilità di utilizzo e di prevenzione antibatterica, lo rendono particolarmente indicato anche all’utilizzo in ambito domiciliare, solitamente meno asettico del tipico ambiente ospedaliero, per eseguire tutte quelle cure che vengono rese disponibili nell’ambito dell’ADI (di recente sono stati inseriti trattamenti in ambito domiciliare di emodialisi renale e di emodialisi polmonare che richiedono necessariamente l’utilizzo di un CVC).
La praticità di utilizzo ed una struttura composta da materiali performanti contro i rischi di infezioni, rendono il dispositivo Katsafe particolarmente indicato all’uso sia personale che per mezzo dei Caregiver.
Come già esposto in precedenza, infatti, proprio per la sua stessa conformazione, il device presenta numerosi parametri di sicurezza all’utilizzo (uno su tutti l’impossibilità di chiusura accidentale del device in presenza delle “pinch valve” aperte) e di elevata resilienza ai continui rischi di batteriemie ed infezioni (cerotto in materiale biocompatibile in grado di minimizzare il rischio di complicanze all’accesso vascolare e tappo di chiusura dell’HUB contenente spugna imbibita di soluzione antisettica).
Grazie alla sua particolare forma, che deve inevitabilmente rispettare alcuni limiti fisici di dimensioni, intese come grandezza dei tubi al fine di garantire un adeguato flusso ematico e una corretta chiusura degli stessi, l’HUB permette, infine, di alloggiare al suo interno eventuali sensori e conseguente elettronica di controllo e pilotaggio.
Il materiale con il quale è costruito l’HUB, inoltre, grazie alla sua radiotrasparenza, consente anche la trasmissione degli eventuali parametri rilevati, via etere, alle apparecchiature di supporto e di controllo.
Tra i parametri che grazie al dispositivo Katsafe potrebbero essere controllati, si annoverano la PCo2, la Glicemia, la PO2, tanto per citarne alcuni.
Attualmente, per queste implementazioni sono in corso le registrazioni di ulteriori brevetti.
In questa ottica, oltre che per le numerose innovazioni già descritte, il CVC Katsafe® si candida ad essere il primo device in grado di sviluppare tale tipo di metodica, il che sarebbe un importante passo avanti verso un trattamento medicale sempre meno invalidante, sempre più completo, e che offra un ventaglio di soluzioni tramite un singolo dispositivo.
